< Augusto Baratto, pittore >

La pittura di Augusto Baratto si inserisce nel fenomeno tipico della paesaggistica veneta che da remoti tempi fiorisce nei più diversi modi, affondando le radici in quella ninfa naturale che circola nei prati del dolce pendio, negli alberi lungo il fiume, sui tetti vivi delle case, sui tralci delle rose rosse che salgono alle finestre, sulla pioggia violacea del glicine agli angoli del borgo.
Ispiratrice per eccellenza è sempre la natura festosa e rutilante di colori e sensazioni e fatta per un temperamento aperto, ottimistico e ricco di estro come è quello del nostro autore. Concependo egli la pittura come una estrinsecazione della propria istintività od anche come la traduzione diretta dello stato d'animo davanti alle cose, ha bisogno di lavorare solo all'aperto, di piantare il cavalletto a ridosso di una vigna, a capo di un campo di grano e sfruttare il momento di grazia dell'intuizione che arriva sempre puntualmente.
Non c'è posto nelle sue tele per le elucubrazioni cervellotiche, per il lento travaglio di chi fatica a trovare, ma per lo slancio dell'improvvisazione sciolta da problematiche vere o artificiose, per la spontaneità più libera verso i confini dell'informale.
La realtà naturale è vista in tutte le sue varie sembianze, dallo stelo d'un fiore in primo piano alla solatia pianura dello sfondo ricca di umori e di luci colorate rimbalzante in un casolare.
Il tema del paesaggio, rappresentato come esplosione vitale, è sempre ricorrente e trova sempre i mezzi che rispondono a pieno: i pennelli sono docili strumenti al servizio del nostro pittore, che dimostra di saper dominare la materia costringendo la bellezza radiosa del reale a manifestarsi tutta all'interno del quadro, attraverso il ben inteso rispetto dell'armonia cromatica, delle scansioni tonali e dell'equilibrio compositivo.
Non è difficile così riscontrare le piacevoli pennellate alla Matisse o alla Marquet e compagni, come non è difficile rilevare la forza di una fertile fantasia e lo svincolo delle immagini da ogni eccesso descrittivo e aneddotico.
Per quanto abbiamo detto, al giovane Baratto, che non ha avuto bisogno di molti anni per arrivare a tanto, va tutto il nostro consenso e l'augurio per la lunga stagione avvenire.

Angelo Simonato